“Il freddo del mattino faceva uscire piccole nuvole di vapore dalle loro froge”.
(Valerio Massimo Manfredi, 𝘎𝘦𝘳𝘮𝘢𝘯𝘪𝘤𝘰)

𝗙𝗿𝗼𝗴𝗶𝗮: estremità carnosa della narice di un cavallo (Garzanti).

La prima volta che ho letto questa parola credo però fosse ne 𝘓𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢’ 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘯𝘢𝘯𝘵𝘪 di Moers. E il protagonista/autore Ildefonso de’ Sventramitis è un vermicchione. 🦕

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#ItalianoInsolito

  • Elena Brescacin@poliversity.it
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    3 days ago

    @d_von_bern @cultura @libri Tra l’altro, “froge” (le narici) è una delle ipotesi su cui si dà l’origine alla f-word, perché a quanto pare, nell’antica Roma, c’era una zona con una fontana che appariva come due narici e in questa zona si incontravano i maschi omosessuali.
    Anche se in quel caso l’ipotesi più accreditata è una forma dialettale sempre romana di “floscio, pappamolla, senza forza” in poche parole un modo per dire a uno “perdente”. Parola da non usare.
    Il mio ex, marchigiano, le narici (anche quelle umane) in dialetto le chiama froge.