“Il freddo del mattino faceva uscire piccole nuvole di vapore dalle loro froge”.
(Valerio Massimo Manfredi, 𝘎𝘦𝘳𝘮𝘢𝘯𝘪𝘤𝘰)
𝗙𝗿𝗼𝗴𝗶𝗮: estremità carnosa della narice di un cavallo (Garzanti).
La prima volta che ho letto questa parola credo però fosse ne 𝘓𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢’ 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘯𝘢𝘯𝘵𝘪 di Moers. E il protagonista/autore Ildefonso de’ Sventramitis è un vermicchione. 🦕


@d_von_bern @cultura @libri non dimentichiamoci ‘La Cavallina storna’ del Pascoli:
“… che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi…”
@robross @d_von_bern @cultura @libri La conosco ma non l’ho studiata molto bene, come invece ho studiato X Agosto e altre. Dal ricordo vago che ormai ne ho, so di aver molto amato come autore Giovanni Pascoli. Come ti riusciva a trasmettere i suoi traumi descrivendo gli animali e la natura.
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Non ho mai studiato quella poesia, purtroppo. Ricordo la ‘Digitale purpurea’, il gre gre di raganelle de ‘La mia sera’ e ‘L’aquilone’ (imparato a memoria).
@d_von_bern @cultura @libri a scuola neanch’io, ma ricordo che da bambino trovai una vecchia antologia scolastica di mio zio; fra i brani riportati c’era appunto questa poesia di Pascoli e me la imparai a memoria.
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Ho dimenticato ‘L’assiuolo’ nell’elenco (e forse qualche altra poesia). Facevo sempre ridere una mia compagna di banco, perché calcavo sull’accento emiliano. Mi veniva spontaneo leggerlo così… 😁