“Il freddo del mattino faceva uscire piccole nuvole di vapore dalle loro froge”.
(Valerio Massimo Manfredi, 𝘎𝘦𝘳𝘮𝘢𝘯𝘪𝘤𝘰)
𝗙𝗿𝗼𝗴𝗶𝗮: estremità carnosa della narice di un cavallo (Garzanti).
La prima volta che ho letto questa parola credo però fosse ne 𝘓𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢’ 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘴𝘰𝘨𝘯𝘢𝘯𝘵𝘪 di Moers. E il protagonista/autore Ildefonso de’ Sventramitis è un vermicchione. 🦕


@d_von_bern @cultura @libri c’è proprio una pagina in wikipedia che ne parla, si chiama “il lessico dell’omofobia”. Questa cosa delle narici mi è rimasta impressa perché tutto sommato, se venisse davvero da una località e non da un pregiudizio di mancata forza, alla fine cadrebbe anche la potenza dell’insulto perché sarebbe come dire fontanaro, lagunaro, gondolaro, ecc.