“non è il sangue a fare gli italiani. È la scuola pubblica”

Da insegnante, ormai purtroppo in pensione, conosco la profonda verità di queste parole. Nelle aule romane/italiane, da nord a sud da est ad ovest della città e della penisola, ogni giorno, festività escluse, costruiamo gli italiani, o almeno ci proviamo. Non guardiamo al colore della pelle, alla religione, alla provenienza, unico obiettivo creare cittadini consapevolmente critici. Italiani da e di tutte le latitudini.

#identità #italia #scuolapubblica

@societa

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    12 days ago

    @shiva @societa
    Attaccamento alla famiglia, tradizioni etc.non sono una prerogativa italiana, ogni nazionalità ha le proprie che spesso divergono anche da un paese all’altro pur non distanti.
    Cosa diversa è fare gli Italiani, una faccenda piuttosto recente, cioè da quando nasce il Regno di Italia. Nel poco lontano 1861 gli italiani, come li pensiamo oggi, non esistevano proprio. Le differenze linguistiche erano tali da costituire un vero problema per i funzionari piemontesi a Napoli. Non capivano e non erano capiti, questo generava diffidenza nei funzionari napoletani a stretto contatto con i piemontesi. Se poi osserviamo il popolo non alfabetizzato, ovvero la stragrande maggioranza di coloro vivevano nella penisola, allora capisci bene che l’italiano era tutto da farsi. E attraverso quali canali avvenne l’italizzazione che doveva omologare il torinese col veneziano, il salernitano col genovese etc? Il primo fu la leva obbligatoria. Ma era ancora insufficiente. Un grande impulso lo diede l’introduzione della scuola dell’obbligo, dopo la seconda guerra mondiale. Ma la grande svolta la diede la TV pubblica. Rai 1 per prima. E poi via via gli altri canali Rai che concorsero ad omologarci tutti al modello di italiano/a.