“non è il sangue a fare gli italiani. È la scuola pubblica”
Da insegnante, ormai purtroppo in pensione, conosco la profonda verità di queste parole. Nelle aule romane/italiane, da nord a sud da est ad ovest della città e della penisola, ogni giorno, festività escluse, costruiamo gli italiani, o almeno ci proviamo. Non guardiamo al colore della pelle, alla religione, alla provenienza, unico obiettivo creare cittadini consapevolmente critici. Italiani da e di tutte le latitudini.


@emama @societa Mi piace da matti sentirmi a casa lontano da casa, e specialmente in paesi esotici, quindi non occidentali. Ma questo non fa di me un Australiano, un Thailandese, Messicano, Sudafricano, Kenyota, Inglese e quant’altro.
Spesso vedo diffondere belle parole su integrazione e accoglienza da persone che non hanno MAI VIAGGIATO, se non qualche vacanzetta da turisti in qualche villaggio e forse lasciando qualche mancetta a persone che lavorano coi turisti…
@emama @societa Queste persone confondono il rispetto per le altre culture con l’integrazione culturale. Rispettare uno straniero non significa che quello vuole essere come te. È un mix di ipocrisia nascosta da una sorta di suprematismo occidentale ancora incosciamente diffuso negli ignoranti. Un Nigeriano deve essero fiero delle sue origini, non fingere di essere italiano per ottenere qualche benefit.