Teorizza il «patriarcato mediterraneo», cioè un modello sociale «volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società».

Vabbè ignoranza crassa.
Vediamo un po’ tanto per fare un esempio un eroe che più mediterranneo non si può.
Parte in guerra lasciando senza protezione moglie (Penelope, che si proteggerà da sola per circa 20 anni) e il figlio neonato (Telemaco) che sarà la madre a proteggere. Dopo 10 anni di guerra non rientra ad Itaca, ma va esplorando fino a superare le famose colonne d’Ercole (fatti non foste etc). Intanto perde tutte le navi, uomini annessi, rimanendo solo con la propria (poi perde tutto e torna da solo). Nel frattempo stringe laisons amorose con Circe (un annetto), Calipso (sette otto anni), Nausica (che potrebbe essere più adatta a Telemaco, data la giovanissima età, tra i 15 e i 18, era in età da marito).
Dopo 20 anni ormai solo, ridotto ad una zattera, decide che è arrivato il momento di tornare a casa.
Sua moglie e suo figlio, ormai adulto, se la sono cavata da soli. Bel sostegno e protezione, eh?

E questo è uno soltanto degli innumerevoli esempi possibili di grandi uomini mediterranei che sostegno alle donne: ZERO. Anzi donne usate come scambi politici e di potere.
Le poche donne che emergono da questo passato mediterraneo sono le vedove: finalmente libere di gestire gli affari ed i regni, almeno fino alla maggiore età del figlio.

E sorvolo sulla omosessualità praticata con
nonchalance, ma forse questo, almeno, non ti disturba troppo.
Quindi Vannacci ti rispondo alla Totò: prrrrrrrrrrrrprrrrrr

#patriarcatomediterraneo #vannacci
#pernacchio
@attualita

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