Con decenni di anticipo, Roald Dahl ha descritto due piaghe del XXI secolo.
Ne ‘Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra’ si parla delle truffe alle persone fragili. Si cambia mezzo, dalle lettere alle vedove alle telefonate di finti carabinieri, ma il risultato è identico.
Ne ‘Lo scrittore automatico’ invece come non scorgere tutta la spazzatura che ormai ci propina l’IA? Perché dubito che dietro certi libri ci siano persone vere.
You must log in or register to comment.
@d_von_bern @troppacaffeina @cultura @libri@feddit.it @libri@mastodon.uno @letterina sul tema della scrittura automatica artificiale c’è poi (o meglio, prima) “Il versificatore” di Primo Levi, del 1960
https://it.wikipedia.org/wiki/Storie/naturali/%28Primo/_Levi%29


