Riflessioni tossiche sul Fediverso.

Nona puntata.

Non è passato molto tempo da quando decisi di chiudere il mio account Bluesky, allorché la piattaforma blu aveva appena accettato e autenticato un account della statunitense ICE.

Presi anche la decisione di bloccare con questo account il bridge verso Bluesky, non lasciando così che i miei post fossero replicati nel social blu, e allo stesso tempo ignorando gli account Bluesky che, attraverso il bridge, arrivassero nel Fediverso.

In seguito mi sembrò eccessivo auto-impedirmi di vedere i post pervenuti nel Fediverso da lì, perciò ho ricominciato a seguirli e a consigliarli, pur continuando a non alimentare Bluesky con i miei post.

Ero dunque felice di non avere alcun account nel social malevolo e di non alimentarlo, tuttavia mi permettevo di seguire alcuni (pochi) account lì presenti; peccato non poterci interagire.

Lunedì @macfranc mi ha proposto di testare la nuova istanza Fedisky, la quale risiede sia nel mondo ActivityPub che in quello AT-Proto. Fedisky qui è federata normalmente ma, nel mondo AT-Proto, funge da Personal Data Server: custodisce cioè i dati in locale pur comunicando con Bluesky.

Mi è stata così data l’occasione di continuare a non essere iscritto a Bluesky, di non utilizzare la sua app, e potenzialmente di interagire con tutti i suoi account, non solo quelli che seguono il bridge.

Vi presento allora il mio potentissimo terzo account del Fediverso: @trames@fedisky.it. Così di primo acchito, mi sembra un’ottima idea.

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Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: #riflessionitossiche, #Fediverso, #Fedisky, #bluesky. E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell’istanza in cui mi trovo.

Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.